GUIDA ALLA DENUNCIA – SE SOSPETTI UN CASO DI ABUSO DENUNCIALO!!!

Abuso  minorile.

Che cosa è questa guida:

Questa guida cerca di spiegare in modo semplice che cosa puoi fare contro gli abusi ai minori a chi puoi denunciarli e cosa potrebbe succedere se lo fai.

Che cosa è l’abuso minorile ?

L’abuso avviene quando qualcuno si relaziona in maniera insana nei confronti di un bambino, causando danni alla salute e allo sviluppo personale dello stesso. I bambini subiscono un abuso quando:

  • Vengono maltrattati fisicamente
  • Vengono sessualmente abusati
  • Vengono abusati psicologicamente
  • Vengono trascurati

Trascurare un bambino

Trascuri un bambino se non ti prendi cura di lui in maniera appropriata, per esempio non proteggendolo da un pericolo, dal freddo o dalla fame. Questo non succede necessariamente deliberatamente. Puoi anche trascurare un bambino se gli dai poco affetto ed attenzione. Un bambino non cresciuto in maniera appropriata può essere considerato un bambino trascurato.

Puoi trascurare un bambino lasciandolo solo a casa. Questo non dipende dall’età del bambino, ma dalle circostanze e se il bambino sia a rischio di farsi seriamente del male.

Segnalare un abuso

Se sei preoccupato che un bambino possa essere in qualche modo abusato ci sono molte persone con cui è possibile parlare:

Denunciare un abuso ai servizi sociali

Quando riporti un abuso ai servizi sociali loro sono obbligati a fare un controllo approfondito se pensano che ci sia un rischio reale alla sicurezza e al benessere del minore. I servizi sociali decideranno se il bambino ha bisogno di protezione e che cosa deve essere fatto per tutelarlo. Se, dopo le indagini iniziali, decidono che il bambino non corre nessun rischio, i servizi sociali non prenderanno altre iniziative.

Le loro indagini possono durare diverse settimane e possono implicare molti colloqui, visite alla famiglia o anche esami medici. I servizi sociali parleranno anche con il bambino e possono interrogare anche chiunque sia in qualche modo relazionato al bambino. Normalmente i servizi sociali avvisano i genitori che stanno facendo delle indagini, ma in qualche caso possono iniziare le indagini prima di farlo sapere ai genitori.

Nei casi di abuso grave e comunque in tutti i casi di abuso sessuale, i servizi sociali sono obbligati a dirlo alle autorità di polizia. In alcune occasioni i servizi sociali prenderanno provvedimenti immediati per far si che il bambino sia allontanato dal pericolo sotto protezione delle autorità.

Una volta terminate le loro indagini e dopo essersi consultati con altri, i servizi sociali possono decidere che sia necessario prendere diverse decisioni. Possono consigliare diverse alternative, fra cui:

  • Indagine di polizia
  • chiedere l’affido del minore
  • chiedere di mettere il minore sotto la supervisione delle autorità dando supporto alla famiglia che continuerà a tenerlo con se.

Denunciare un abuso attraverso un esposto in procura oppure alla polizia o ai carabinieri

L’esposto è una denuncia-segnalazione che qualsiasi cittadino può compiere per rappresentare al pubblico ministero o ad un ufficiale di polizia giudiziaria  una situazione che, a suo avviso, potrebbe assumere  rilievo penale.  E’ un importante strumento di collaborazione da parte del cittadino, che consente di perseguire gli autori dei reati.
È importante però sottolineare che la denuncia deve sempre indicare elementi di fatto concreti o supposizioni e sospetti ragionevoli, ossia fondati su elementi tali da ingenerare dubbi condivisibili da parte del cittadino comune che si trovi nella medesima situazione di conoscenza e che il denunciante non esponga come vere proprie illazioni o congetture. Se ragionevolmente si sospetta che un reato sia stato commesso, è civicamente apprezzabile che un cittadino ne informi l’Autorità competente. Ma, nell’interesse anzitutto della giustizia, è necessario che si tratti di fatti concreti e di sospetti ragionevoli, mentre la prospettazione consapevole di reati inesistenti, o di circostanze non veritiere a carico di persone determinate, può determinare una responsabilità, anche penale, dell’autore.

Se si denuncia un abuso minorile alle autorità di polizia, per legge devono investigare, se la vittima è ancora un minore dovrebbero coinvolgere i servizi sociali.

In casi di emergenza grave la polizia può prendere temporaneamente sotto protezione un minore senza bisogno di un mandato.

Il risultato delle indagini può portare ad intraprendere un’azione legale contro l’abusatore. Se l’abusatore viene condannato viene punito secondo la legge.

Non ci sono garanzie che gli abusatori vengano effettivamente dichiarati colpevoli e condannati.

Alle vittime può essere richiesto di testimoniare in tribunale, che può essere molto stressante. Ad ogni modo esistono strumenti di tutela sia per le vittime che per i testimoni.

Ci sono anche svariate misure legali che si possono prendere nei confronti degli abusatori. Per questo bisogna consultare un legale competente.

Altre persone a cui si può riportare un abuso infantile

Si può riportare la preoccupazione su un abuso di minori anche ad altre figure compresi: dottori, personale ospedaliero, operatori socio sanitari, educatori, insegnanti, psicologi, servizi di assistenza come il telefono azzurro etc.

Sappiate che queste persone potrebbero dover riportare le vostre denunce ai servizi sociali e alla polizia.

Bambini abusati

Se sei un bambino o un minore che stai subendo abusi puoi trovare aiuto parlando con il telefono azzurro 1.96.96.

Potresti anche avere bisogno di urgente aiuto medico, per esempio per ricevere aiuto per percosse, test di gravidanza, contraccettivi d’emergenza o test HIV.

Puoi ricevere aiuto anche dal tuo medico di famiglia o dal pronto soccorso.

Se sei un minore e il personale sanitario sospetta che tu possa subire violenze, loro devono riportarlo alla polizia o ai servizi sociali anche se tu non sei d’accordo.

In alcuni casi è possibile ottenere ricompense finanziarie per essere stati abusati. Per questo rivolgiti a legali competenti.

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RIFLESSIONI:

Da vittima voglio sfatare il mito del bambino che diventa vittima perché non amato…
al contrario spesso i pedofili si approfittano dell’amore incondizionato dei genitori e abilmente si accattivano la fiducia di questi ultimi specie se sono persone non particolarmente agiate e che quindi in qualche modo si sentono in colpa per non poter offrire ai figli vacanze, passatempi e istruzione adeguati POI VA BENE “CURIAMOLI” I PEDOFILI, MA PENSIAMO PRIMA AI BAMBINI , persone non ancora sessualmente mature che vengono “oltraggiate” ( il termine non rende l’idea di quello che succede veramente ad un bimbo quando non scopre spontaneamente la propria sessualità) e allora è un dovere fare segnalazioni di sospetti di abuso (sessuale psicologico fisico …..) su minori agli organi preposti anche quando non si hanno certezze sulle responsabilità, ma solo sospetti che un minore sia abusato per qualsiasi motivo. Esistono gli organismi preposti a verificare le situazioni, come telefono azzurro, alcuni dipartimenti dei servizi sociali e non ultimi polizia e carabinieri…. questo per tutelare in primis i bambini che possono così essere seguiti da subito nel loro cammino ed essere preparati ad affrontare il problema con serenità nel futuro. Questo secondo me è fondamentale ed è ciò che vorrei sentire pubblicamente al di là di ogni scusa, non solo dai vescovi, ma da chiunque abbia la responsabilità di gestire ogni aspetto aducativo dei bambini, dalla scuola allo sport al tempo libero….. un invito a segnalare situazioni sospette per il bene del futuro sociale e non dimentichiamo che quel bimbo da grande potrebbe anche essere un sacerdote!! L’abuso sui minori è un reato perchè può essere DEVASTANTE , dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità…. e per questo secondo me è importantissimo incominciare a parlare e far capire che cosa può succedere ad un bimbo quando la sua vita viene stravolta ….. quasi sempre non sa che la sua vita è stravolta e quando se ne rende conto è già un uomo ed è quasi sempre troppo tardi… ecco perchè bisogna intervenire sulle vittime più che sui pedofili che comunque sono persone adulte e responsabili delle loro azioni…
In sostanza mi può anche andare bene (è solo un modo di dire) che IL MIO CARNEFICE non sia mai stato denunciato da nessuno, nonostante in molti avevano almeno il sospetto che avesse tendenze pedofile, non perdonerò mai il fatto che nessuno si sia preoccupato della mia salute, perchè alla fine è di questo che si parla.
Come potete immaginare l’interpretazione dei problemi legati all’abuso dei bambini mi coinvolge molto e molto emotivamente ed emozionalmente. Proprio questo coinvolgimento, insieme ad altri fattori circostanziali, nel disperato tentativo di uscire dalla stanza buia e silenziosa in cui mi trovavo intrappolato mi ha fatto imboccare la porta di un ambiente meno buio, dove ho potuto portare sul piano sociale il mio bagaglio, ma altre volte, purtroppo, ho varcato inconsapevolmente porte che mi hanno consegnato a luoghi al di fuori della realtà creandomi anche problemi di tipo comportamentale. Tutto a conferma che i traumi se non affrontati possono creare gravi conseguenze quando uno meno se l’aspetta e in maniera molto subdola. Non nascondo di avere ancora molte paure legate al fatto che alcune delle porte buie a volte si aprono davanti a me in maniera inaspettata , confondendosi con le tante porte luminose delle buone opportunità che nel tempo mi si sono presentate e mi si presenteranno davanti. Sto facendo un lavoro molto difficile e delicato, di conseguenza anche molto lento e che necessita di molta energia. Per mia natura cerco di coinvolgere meno persone possibili nel processo, ma è inevitabile che in qualche modo ne sia coinvolto anche chi sceglie di starmi vicino. IO ANCHE SE ABUSATO PER SEI ANNI DALL’ ETA’ DI NOVE ANNI NON MI SONO MAI SOGNATO DI RISERVARE LA STESSA SORTE AD UN ALTRO BAMBINO!!!! EPPURE SON FINITO PIU’ VOLTE IN PSICHIATRIA CON PROBLEMI PSICOTICI MENTRE IL MIO ABUSATORE GIRA SORRIDENTE PER LA CITTA’!!
In sintesi, l’invito a capire che è un obbligo per tutti, nessuno escluso, segnalare non tanto i presunti pedofili quanto i sospetti di abuso nei confronti dei minori. Dal punto di vista legale non so quanto questo sia garantito dal nostro ordinamento , ne tanto meno, parlando anche di abusi nella chiesa, da quello canonico. Non mi spiacerebbe capirlo e capire se si può fare qualcosa perchè queste garanzie vengano tutelate in futuro…..
Tutti gli altri discorsi per quanto propositivi passano per demagogia, ipocrisia se non abuso di potere …. Un prete che conosco ha affermato che ha delle riserve sul fatto che un vescovo debba denunciare immediatamente un sacerdote pedofilo perchè fra di loro c’è un rapporto come fra madre e figlio…Una madre responsabile impedisce ai propri figli di fare del male a se stessi e di fare male agli altri figli, ancor più se indifesi.. SE SOSPETTI UN CASO DI ABUSO DENUNCIALO!!!

7 pensieri su “GUIDA ALLA DENUNCIA – SE SOSPETTI UN CASO DI ABUSO DENUNCIALO!!!

  1. Ringrazio l’amica che mi ha scritto pubblicando qui le sue lucide riflessioni :
    “Vorrei fare una riflessione con te circa la funzione della segnalazione e della denuncia la quale a mio avviso, non solo ha la funzione di punire un reato grave ma anche una funzione di prevenzione che va ben oltre il timore della pena in caso di reato o recidiva. Premettendo che riconosco le grandi e gravi lacune -di diversa natura- nel ns sistema giudiziario la denuncia in se stessa, il perseguimento e l’incarcerazione del pedofilo -per il tempo che quest’ultimo è carcerato- evita che altri bambini ne siano vittima ed in questa prospettiva, la pena detentiva è vista come una “Misura di prevenzione” rispetto ad altre potenziali vittime. Purtroppo i percorsi terapeutici (recupero ed reinserimento sociale) per i pedofili ad oggi non hanno prodotto risultati particolarmente incoraggianti o utili e quindi (vedi le statistiche di reiterazione del reato), pur essendo personalmente favorevole al trattamento sanitario (anche obbligatorio) dei pedofili, amaramente ammetto che la detenzione sia l’attuale ed unico sistema efficace per preservare e tutelare i bambini da un crimine dagli effetti devastanti. Vi sarebbero a mio avviso molte nuove iniziative che si potrebbero promuovere per rendere più efficaci la prevenzione della recidiva ma, non trovo da parte di chi di dovere, vera volontà ad affrontare il problema. Mi permetto anche di considerare che le vittime di pedofili, una volta adulti, hanno modalità diverse di elaborare e rapportarsi alla realtà ed esperienza con la persona che ha abusato di loro ed ognuna si può ritenere più o meno valida per favorire la convivenza psicologica di intensi stati emotivi e conflitti al fine di individuare nuovi equilibri e consapevolezze. C’è chi giunge ad un perdono (più o meno reale e pieno), chi prova forti sentimenti di odio e vendetta e chi, desidera giustizia intesa come riconoscimento del torto subito (riconoscimento sociale del ruolo di vittima) e l’incarcerazione dell’abusante; poi – il nr minore di situazioni- in cui il perseguire l’abusante diviene un fatto secondario rispetto all’offrire ogni miglior sostegno alle vittime. Lecite ogni modalità con cui una persona abusata reclama i propri diritti e modalità con cui provvede a garantirsi un equilibrio costruttivo della propria vita e, per molti, sapere chi il proprio carnefice è stato penalmente perseguito e punito, crea quella condizione tale per cui è possibile un progresso nel costruire il futuro con maggior fiducia e serenità. Il perseguire quindi un pedofilo anche se il reato si è consumato in tempi passati lontanissimi ha una sua valenza, importanza psicologica e sociale non indifferente e, a mio avviso, rappresenta un preciso diritto di ogni vittima così come, un monito agli abusanti che quanto commesso non trova soluzione nella prescrizione del reato e prima o poi (anche se sarai vecchio/a) la giustizia farà il suo corso. Certo, un blandissimo deterrente che però non renderà la vita facile o piacevole neppure agli abusanti che spesso si troveranno a fare i conti con la paura di essere denunciati… anche questa consapevolezza da parte della vittima può -per alcuni/e- rappresentare una piccola “rivalsa/equilibrio” sul senso di potere esercitato dall’abusante e/o il ricordo delle circostanze legate all’abuso. Per concludere quindi, segnalazione e denuncia sono strumenti fondamentali che si integrano ad ampie e specifiche azioni di prevenzione e contrasto all’abuso nel corso del tempo (immediato/medio/lungo tempo) ma, anche, punti di partenza per elaborare la violenza subita assumendo uno stato di consapevolezza, controllo e potere (oltre che un riconoscimento e solidarietà sociale) verso l’abuso subito escludendo e/o mitigando in tal modo atteggiamenti mentali e/o comportamentali antisociali, autolesivi o forti sentimenti di odio vendetta che nulla di costruttivo possono apportare all’esperienza ed alla vita di una vittima che rischia di divenirlo anche di se stessa.”

  2. Ho denunciato un caso di abuso su minore (verificatosi in una scuola materna) ai servizi sociali. I servizi sociali hanno aperto un’indagine senza avvisare gli organi competenti ed hanno deciso (senza consultare gli organi competenti) che si trattava di incidente e non di abuso. I servizi sociali non hanno rilasciato dichiarazione scritta sul risultato della loro indagine ed hanno avvisato i presunti “colpevoli” del pericolo di denuncia. Rifiutando l’interpretazione arbitraria di incidente mi sono rivolta al centro ONLUS.
    L’associazione ONLUS ha rifiutato di rilasciare la video registrazione dell’analisi psicologica.
    A chi dovrei rivolgermi?

    • E’ veramente difficile dare consigli, soprattutto sapendo così poco, ma in base alla mia esperienza di sopravvissuto queste sono le mie considerazioni. Puoi segnalare personalmente in questura o ai carabinieri che hai un sospetto su questa persona. Immagino che tu abbia un rapporto di parentela o comunque di responsabilità con il minore in questione. Per quanto possibile parlagli come se fosse un adulto e fagli capire che nel tempo sarai sempre pronto/a a parlare di queste cose,( immagino che tu stia parlando di abuso sessuale) di sessualità e di sesso con lui/lei perchè di questo si tratta, non di altro.. I bambini non mentono, piuttosto e facile che si vergognino e neghino che qualcosa sia successo, a meno che parlare di sessualità non sia fin da piccoli naturale così come dovrebbe essere, questo è l’unico modo per fermare il meccanismo del segreto del silenzio e della vergogna su cui contano in primo luogo gli abusanti!!. Non fate un dramma di questa situazione e se credete che qualcosa di negativo sia successo e stia succedendo cominciate con l’allontanarvi dal pericolo. Non farti problemi a parlare con le persone di quello che pensi stia succedendo se ti chiedono come mai il minore non frequenta più una determinata persona. Pensa prima al minore cercando di spiegargli che quando sarà più grande e sessualmente maturo scoprirà la propria sessualità spontaneamente insieme a qualcuno da cui sarà attratto ed è e sarà una cosa molto bella e di cui non ci si deve vergognare mai. Prima se ne parla meglio è, ti dirò di più: prima ci si “ride sopra” meglio è. Per tutte le altre questioni potresti se vuoi rivolgerti ad un legale e/o a persone ed organizzazioni che si occupano di queste problematiche a tempo pieno, non come i servizi sociali, se mi contatti privatamente conosco qualche persona seria che potrebbe aiutarti.
      Saluti,
      Alessandro

  3. Seguendo una corretta condotta morale, i servizi sociali dovrebbero organizzare
    il rientro del minore nella famiglia d’origine, agevolare i rapporti del minore
    con le famiglie d’origine e preparare un complesso di interventi per la
    famiglia d’origine ma la Realtà è differente. I Servizi sociali non preparano
    mai i progetti d’assistenza alle famiglie, spesso le relazioni vengono inviate
    senza nemmeno conoscere la famiglia sulla quale si sta indagando e le relazioni
    diventano solo ed unicamente testi diffamatori, pieni di falsi ideologici.
    Prendendo in esame la relazione sulla mia famiglia, l’assistente sociale ha
    descritto una situazione falsata dove i membri risultano tutte mele marce.
    Viene calpestata la dignità e l’onestà di chi con grande fatica ha elaborato un
    piano di guarigione nei confronti di una ragazza tossicodipendente. L’
    assistente sociale senza un briciolo di prove ha oltraggiato tutti, senza
    escludere nessuno ed ha violato in più passaggi la legge. Discriminazione
    religiosa, offesa sull’handicap di una persona, menzogne su odori e colori
    della casa, accuse di droga e tanto altro ancora. Ad esempio dove afferma che,
    dati i miei trascorsi “curativi ” in una clinica, la mia idoneità è bocciata ed
    io sono intaccata dal vecchio trauma. Sino a prova contraria i fatti parlano
    chiaro, sono madre di tre figli, il primo avuto all’età di 23 anni ed, a oggi,
    con nessun processo di difficoltà dichiarato. I servizi sociali omettono di
    indicare le varie soluzione possibili e non permettono di valutare i vantaggi e
    gli svantaggi delle alternative.
    Una volta ottenuto il bambino in affidamento, i Servizi sociali cercano di
    troncare i rapporti del bambino con la famiglia, dividendola e creano ferite
    irreversibili. In molti casi è necessario il distacco per tutelare il minore,
    in altri è doveroso supportare la famiglia, se idonea, e creare le basi per
    mettere avanti un rapporto di collaborazione, anche e soprattutto nei brevi
    momenti delle piccole crisi conflittuali.
    Sono stata costretta ad effettuare l’esame del capello per dimostrare la mia
    innocenza sulla questione della droga. Ho dovuto portare i certificati del
    pediatra all’avvocato per dimostrare il peso della bambina, nata con una lieve
    forma di rachitismo, onde ricusare le parole dell’assistente che sono, ancora
    una volta, false ed oscure. Non si capisce per quale motivo ci sia un simile
    accanimento nei nostri confronti. Un astio tale da portare un membro della
    legge a mentire per raggiungere le sue mira ma quali sono queste mire? Perché
    con la mia famiglia? Girano molte voci sui loschi affari economici che ruotano
    attorno ai bambini ed è certo che in simili circostanze viene il dubbio che
    alcune di queste voci siano fondate. Sto investendo molto tempo e molto denaro
    per riprendere la piccola Rebecca nella mia famiglia e non credo che ci siano
    persone più idonee della famiglia di origine per accudire un proprio membro,
    premettendo che la famiglia di origine sia adatta e la nostra lo è da tutti i
    punti di vista.
    Il tutore non è mai stato menzionato per non aver chiamato il pediatra ed era
    un dovere ed un obbligo visto che i bambini devono essere sottoposti a
    controlli medici periodici per prevenire qualsiasi malessere e monitorare le
    condizioni generali di salute. Nel mio caso il pediatra di Rebecca è stato un
    privato, pagato con i nostri soldi visto che i solleciti fatti al tutore sono
    serviti solamente ad inimicarmelo e non a farlo ragionare ed agire, come
    avrebbe dovuto.
    Chiedo una revisione del caso ed una verifica dei fatti visto che le prove
    sono a disposizione di chiunque le richieda. Pretendo un cambiamento degli
    assistenti sociali in essere nel nostro caso visto che costoro ad ogni
    colloquio si limitano semplicemente ad istigare e violentare psicologicamente
    gli interlocutori, me o mia figlia.
    Spero al più presto che Rebecca torni a casa dacché se così non fosse
    continuerò questa battaglia sin quando non avrò ottenuto giustizia.
    Rebecca ha una famiglia e merita la sua famiglia.

    Verdetto Del presidente del tribunale dei minori…
    Rebecca che non vediamo da due mesi e mezzo , per decisione del giudice (che
    Dio la perdoni)
    Ora vivrà ancora quattro mesi dentro una prigione non cercata, la madre può
    sfiorare la sua bimba per un’ora a settimana, questa è la vostra giustizia?
    Cosa ha fatto la nonna di grave? Nulla! Elisa Mazzanti vivrà in attesa di
    nuove famiglie da sterminare !
    Sono certa che non avrò risposta e non ci sarà nessuna giustizia che metterà
    in luce che “la legge è uguale per tutti?”

    • Buon giorno Caterina, non conosco il caso ne’ sarei comunque abbastanza esperto per darle dei consiglli tecnici o un giudizio. Posso solo dire che fa bene a perseguire ciò in cui giustamente crede. Continui così con fermezza, ma se possibile cerchi di farlo con più positività ed aspettative, pensi sempre e comunque a sua figlia e alla sua situazione in maniera positiva e le cose potranno cambiare solo in meglio.
      Saluti Alessandro

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